La foto di quel bacio

Lo so che dovevo fare il post sui gatti, ma questa sera ho finito di leggere un altro dei libri del mio Vi. Non lo dico perché sono di parte (da lettrice e correttrice di libri, sono una micia difficile), però sfogliatelo assolutamente… È bellissimo.

Ovviamente anche gli altri, perché vi tengo d’occhio eh🤓

In un mondo che vorrei

Vi riporto una parte di una lettera, scritta per il mio Vi. Spero vi piaccia… Buona lettura.

Ebbene, si parlava di galline. Ma le galline si possono tenere come animali domestici? La maggior parte della gente pensa che siano stupide per luoghi comuni, però la realtà è un’altra. I pennuti sono svegli, spesso più dell’uomo, e mostrano attaccamento nei confronti del padrone, oltre ad essere ubbidienti e affettuose. Alcune persone le salvano dalla macellazione e permettono loro di razzolare tranquille, in giardino (quasi sempre sono galline anziane che o non fanno più uova, o ne fanno troppe poche per la produzione su larga scala). 
In quel caso sì, ogni tanto se si vuole, si potrebbe ipoteticamente consumare qualche ovetto, avendo cura di non toglierli tutti. Dopotutto, anche in natura, mamma gallina non può covare tutte le uova che depone: prima o poi, un predatore le ruberà e quindi, maggiore è il numero di uova deposte, minore è il rischio per quelle feconde contenenti i pulcini. 
Ma a parte le galline… E gli altri animali? Quando mio nonno era bambino, abitando in un posto in campagna molto povero, avere una mucca era un bene prezioso, significava poter usufruire di latte con cui sfamare i bambini e produrre formaggi da vendere. Un anno, accadde un evento assai raro: una mucca partorì due gemellini (ovviamente parliamo degli anni trenta, quando la fecondazione artificiale non era ancora nemmeno stata immaginata). I piccoli si affezionarono a mio nonno, che all’epoca avrà avuto 5/6 anni. Spesso giocavano insieme e lo riempivano allegramente di leccate. Non so se alla fine, riuscirono a tenerli con loro, perché in seguito la famiglia cadde in povertà. 
Però, alla luce dei fatti appena esposti, le nostre amiche dai 4 stomaci, possono davvero essere affettuose con noi e vivere senza essere sfruttate? Certo. Essendo selezionate da secoli, è improbabile che il vitellino di una mucca da latte, ne beva fino all’ultima goccia (poiché ne viene prodotto in eccesso, un po’ come le uova di gallina). 
E i maialini, asinelli, cavalli, pecore ecc? 
Come ti dicevo, sono in un gruppo di maialini salvati da macelli e cresciuti in casa, liberi di grufolare tranquilli. Se questi animali morissero di vecchiaia, dopo una vita ben curata e quindi priva di qualsiasi atto crudele o di sfruttamento, di per sé, non ci sarebbe nulla di eticamente sbagliato nel consumarne le carni. Io, personalmente, non mangerei mai una bestia da me allevata (sarei troppo affezionata). 
Non dimentichiamo però, come l’uomo sia diventato onnivoro, partendo da un’alimentazione più frugivora e insettivora. Nelle grandi savane africane di 4 milioni di anni fa, l’australopiteco ha iniziato a cibarsi di carogne di prede uccise da altri. Non aveva gli strumenti per poter cacciare da sé e perciò era un saprofago. In natura, il ruolo dei saprofagi è quello di spolpare le carcasse animali finché si può e, successivamente, parte la cosiddetta “catena del detrito” che smaltisce il resto dei rifiuti organici. In questo modo, i corpi di coloro che muoiono diventano nutrimento e sostentamento in un ciclo di riciclaggio di elementi chimici essenziali: la chiave della vita è proprio la capacità di saper gestire anche la morte.
Ma dal punto di visto adattativo, a cosa serviva mangiare la carne ogni tanto (in casi estremamente fortunati)?Molto semplice: energeticamente parlando, cos’è che aiuta di più la costruzione di muscoli e il senso di sazietà? Una mela o una bistecca?Nel tempo breve, risponderemmo una mela, le fibre muscolari hanno però bisogno di proteine e amminoacidi da smontare e rimontare. Le prime sono forse i composti organici più importanti per la vita. Se vorrai, te ne parlerò in una prossima lettera.

Vi odio tutti, umani di merda

Non so ancora se domani la biblioteca riaprirà.
In teoria dovrei essere di turno, quindi mi risulterebbe utile sapere con qualche ora di anticipo se dovrò uscire di casa o no.
Sinceramente non sono per niente contento di tornare alle vecchie abitudini, per quanto l’ambiente bibliotecario mi piaccia (ovvio: sono quasi sempre solo in mezzo a tanti libri…).
Confidavo di risvegliarmi dal bellissimo sogno della pandemia con (MOLTI) meno umani e con (MOLTE) più restrizioni sociali.
Invece, da domani, si ricomincerà da dove abbiamo interrotto (tranne i treni: quelli mancano sempre…): il mondo che tanto odio riprenderà a viaggiare a pieno regime e, con esso, l’idiozia antropocentrica.
Nel frattempo, a livello di società, non è cambiato assolutamente nulla (a parte una splendida cosa che riguarda esclusivamente me), quindi mi aspetto di non cambiare nemmeno il mio atteggiamento ostile nei confronti di essa.
Anzi, dopo essermi vanamente illuso per due mesi, ora sarò ancora più incazzato di prima.
Intendo prendere le distanze dagli umani di merda che, con tanta stupida tenacia, hanno resistito all’assalto di un nobile essere che ho venerato: se loro non si allontaneranno da me, sarò io ad allontanarmi da loro.
E speriamo in una cazzo di seconda ondata.

Vittorio Tatti

Deadpool 2 (spoiler)

Avendo apprezzato il primo Deadpool mi sono chiesto: perché non guardare anche il secondo?
Che male potrà mai fare?

Il risultato è che mi è piaciuto abbastanza, ma la personalità che aveva il protagonista, in confronto alla prima apparizione, è stata quasi stravolta.
Posso capire che, da innamorato, cominciasse ad accarezzare l’idea di creare una famiglia con la fidanzata: aveva già dimostrato di amarla, perciò non sarebbe stato un atteggiamento incoerente.
Ma qual era la necessità di trasformarlo in un mollaccione buonista che si affeziona a un bimbominkia con la sindrome da mano lesta?
Sorvolando su questa pessima scelta narrativa, ho apprezzato alcune scene, tra le quali la prima parte (quando lui ancora uccide senza tanti patemi d’animo), l’autoannientamento degli X-Men(chioni) e la parte in cui Deadpool si ritrova con le gambe in fase di ricrescita.
Invece il finale mi ha fatto storcere il naso per due ragioni.

La prima: avrei preferito la morte di lui, ricongiunto finalmente all’amata e fanculo a tutti.
Invece, all’amore eterno di lei, preferisce l’accozzaglia sdolcinata di un branco di ominidi e smarrisce la propria individualità solitaria e spietata, arrivando addirittura a considerare quel gruppo una famiglia.
Devo precisare che, nell’utilizzo di certi termini (e concetti), sono molto rigido.
Opinione puramente personale: per me la famiglia è solo quella canonica composta da un lui (uomo, eventualmente padre, eterosessuale), una lei (donna, eventualmente madre, eterosessuale), eventuali figli, eventuali animali (esclusivamente gatti e, al massimo, un petauro dello zucchero per la mia socia).
Con questo concetto di famiglia abbastanza opinabile (ripeto: per il mio punto di vista), molta gente arriverà a considerare affetto stabile anche una waifu o un husbando.

La seconda ragione: quello svitato del futuro ha sacrificato la possibilità di tornare dalla famiglia (vera, stavolta) per salvare la vita a Deadpool.
Peccato che il bimbominkia, nel secondo arco temporale, sia riuscito a togliere il collare al moribondo: se l’avesse fatto la prima volta, gli avrebbe consentito di guarire anche dalla ferita mortale, evitando il riavvolgimento del tempo e permettendo all’idiota del futuro di togliersi dalle palle.
Un genio…

Responso finale: come rovinare un personaggio facendolo diventare, da stronzo galattico quale era, un paparino sdolcinato.
E comunque… chi paga per tutti i danni che hanno provocato?
Concludiamo con la citazione finale:

Famiglia non è una parolaccia: ce n’è una anche per te là fuori.

Dite che c’è anche per me?
Basterà aspettare che…

[spoiler alert]

Col cazzo che ve lo dico.

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Vittorio Tatti